Sabato, 19 Maggio, 2012

Ultimissime

Accordo IPASVI PN – Generali PN

Ultimissime

Si pubblica la letterea inviata delle Generali di Pordenone al Collegio IPASVI

Spett. Iscritto/a IPASVI

il Vs. settore professionale è, con capacità e competenza, quotidianamente al fianco di quanti si trovano a subire le conseguenze di un trauma o di una malattia; un’attività di rilevante utilità sociale, a volte forse sottovalutata, che riteniamo Vi faccia essere più di altri vicini ad una cultura della “prevenzione” e della “protezione”. 

Di tale cultura è da sempre portatrice Assicurazioni Generali, impegnata da oltre 175 anni a tutelare le famiglie dalle conseguenze economiche di danni a persone e cose.

Se quindi “prevenire è meglio che curare” diventa importante fermarsi un momento e verificare consapevolmente il proprio “livello di sicurezza e di protezione”. Per questo e per agevolare Voi e i Vs. cari l’Agenzia Principale di Pordenone delle Assicurazioni Generali in accordo con il Collegio IPASVI di Pordenone mette a disposizione una consulenza personalizzata in tema di:

Sistema Previdenziale Pubblico quali coperture e quali limiti (con possibilità di simulazione computerizzata del calcolo della pensione pubblica), Infortunio e Malattia conseguenze sulla vita di tutti i giorni e sulle sue prospettive, perdita dell’autosufficienza e Premorienza perché pensarci subito conviene; Risparmio e Investimento soluzioni per proteggere in modo redditizio e sicuro i propri risparmi e/o il proprio capitale. Inoltre, una grande novità di questi giorni: la nuova soluzione moderna e flessibile di Generali specificamente pensata per il futuro e la sicurezza dei nostri figli. er usufruire delle opportunità dell’accordo e/o avere informazioni è possibile contattare il responsabile dell’iniziativa o rivolgersi all’ufficio del Collegio IPASVI di PN. PAlessandro Collovini: cell. 347-6001160 e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

In funzione delle diverse soluzioni scelte l’Agenzia di Pordenone riserverà agli iscritti IPASVI ed ai famigliari CONDIZIONI DI PARTICOLARE FAVORE

 

Responsabile

Riferimenti Agenzia: tel. 0434-28535 / e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Assicurazioni Generali Pordenone
 

PEC per i Collegi IPASVI

E' questa la novità introdotta dalla Posta Elettronica Certificata (PEC) che consentirà l'invio di
documenti informatici per via telematica e permetterà ai cittadini di dialogare in maniera più veloce
e sicura con le Pubbliche Amministrazioni (PA) le quali dovranno dotarsi di un indirizzo email
certificato.
Richiamando le misure contenute nel Decreto Legge 29 novembre 2008, n.185, prevede all’articolo
16 comma 7 che i professionisti iscritti in Albi ed elenchi istituiti con legge dello stato comunichino
ai rispettivi Ordini o Collegi entro il 29 novembre 2009, il proprio indirizzo di PEC. Essa è un
sistema di posta elettronica cui viene riconosciuto valore legale che permette di attestare l’invio e la
ricezione dei documenti informatici. Il gestore, infatti, fornisce al mittente una ricevuta di
accettazione che costituisce prova dell’avvenuta spedizione di un messaggio di PEC. Tale ricevuta
dà al mittente prova che il suo messaggio di posta è effettivamente pervenuto all’indirizzo
elettronico dichiarato dal destinatario e certifica il momento esatto della consegna. La PEC assume
valore legale al pari di una raccomandata con ricevuta di ritorno o di un fax. La casella di posta
elettronica certificata deve essere personale e non appartenente all’azienda dove si svolge l'attività.
NORME DI RIFERIMENTO:
DPCM 6 maggio 2009 (G.U.25 maggio 2009, n. 119) Disposizioni in materia di rilascio e di uso
della casella di posta elettronica certificata assegnata ai cittadini.
DPR 11 febbraio 2005 , n. 68 (G.U. 28 aprile 2005, n. 97) disciplina le modalità di utilizzo della
PEC non solo nei rapporti con la PA, ma anche tra privati cittadini. (G.U. 28 gennaio 2009, n. 22 -
Suppl Ordi.n. 14) "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008,
n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per
ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale"
In base alL. 28/1/2009 n.2 D.P.C.M. 6 maggio 2009 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 25 maggio
2009, n. 119) con il quale si da attuazione all'art. 16-bis, commi 5 e 6, del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, al cittadino che ne fa richiesta la Presidenza del Consiglio dei Ministri
(Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie), direttamente o tramite l'affidatario del servizio,
assegna un indirizzo di PEC la cui attivazione è senza oneri per il cittadino, così come le
comunicazioni che transitano per la stessa.
NOTA BENE:
La L. 2/2009, art 16 comma 6, recita: "le imprese costituite in forma societaria sono tenute a
indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al Registro
delle Imprese o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e
ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrità del contenuto delle stesse,
garantendo l'interoperabilità con analoghi sistemi internazionali".
Sebbene la legge in vigore fosse diretta a sancire l'obbligo dell'adozione di una casella PEC, con la
modifica dell'articolo 16, questa imposizione è caduta.
 

Ricostituzione Coordinamento Regionale Collegi IPASVI del FVG

Si comunica che in data 1 febbraio 2010 si sono riuniti i Presidenti dei Collegi Provinciali
IPASVI del Friuli Venezia Giulia:
Collegio IPASVI di Gorizia – Presidente Schiavon Mario
Collegio IPASVI di Pordenone – Presidente Coassin Maurizio
Collegio IPASVI di Trieste – Presidente Paoletti Flavio
Collegio IPASVI di Udine – Presidente Spangaro Sabrina
ed hanno ricostituito il Coordinamento Regionale dei Collegi IPASVI del Friuli Venezia Giulia.
Nell’ambito della stessa seduta è stato nominato Presidente del Coordinamento Flavio Paoletti
Presidente del Collegio di Trieste e Segretario Spangaro Sabrina Presidente del Collegio di Udine.
   

La persona nel fine vita

PRONUNCIAMENTO della Federazione Nazionale dei Collegi Infermieri
Gli infermieri da sempre e quotidianamente accompagnano l’assistito “nell’evoluzione terminale della malattia” e le persone a lui vicine “nel momento della perdita
e della elaborazione del lutto” attraverso modalità relazionali, atteggiamenti e gesti che vogliono accogliere, ascoltare, assistere, comunicare, lenire.
L’8 novembre 2009, il Consiglio nazionale della Federazione dei Collegi Infermieri, riunitosi in una seduta aperta anche ai rappresentanti delle Associazioni
infermieristiche italiane, dopo avere analizzato il testo della proposta di legge sulle “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di
dichiarazioni anticipate di trattamento”, anche in ragione del patrimonio esperienziale costruito accompagnando i propri assistiti nell’evoluzione terminale della
malattia e nel fine vita, fasi che sono per tutti, assistiti e professionisti, ad alta intensità relazionale, emozionale e spirituale
esprime il seguente PRONUNCIAMENTO
Durante l’evoluzione terminale della malattia e nel fine vita i rapporti tra l’assistito, le sue persone di riferimento, il medico, l’infermiere e l’équipe assistenziale
non possono essere rigidamente definiti da una legge potenzialmente fonte di dilemmi etici, difficoltà relazionali e criticità professionali, ma devono essere vissuti
e sviluppati secondo le norme dei Codici di deontologia professionale. Il Codice di deontologia professionale degli Infermieri italiani,
Per quanto attiene la relazione con la persona, recita :
art. 3 La responsabilità dell’infermiere consiste nell’assistere, nel curare e nel prendersi cura della persona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e
della dignità dell’individuo.
art. 35 L’infermiere presta assistenza qualunque sia la condizione clinica e fino al termine della vita dell’assistito, riconoscendo l’importanza della palliazione e
del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale, spirituale.
art. 36 L’infermiere tutela la volontà dell’assistito di porre dei limiti agli interventi che non siano proporzionati alla sua condizione clinica e coerenti con la
concezione da lui espressa della qualità di vita.
art. 38 L’infermiere non attua e non partecipa a interventi finalizzati a provocare la morte, anche se la richiesta proviene dall’assistito.
Per quanto attiene l’informazione alla persona, recita :
art. 20 L’infermiere ascolta, informa, coinvolge l’assistito e valuta con lui i bisogni assistenziali, anche al fine di esplicitare il livello di assistenza garantito e
facilitarlo nell’esprimere le proprie scelte.
art. 24 L’infermiere aiuta e sostiene l’assistito nelle scelte, fornendo informazioni di natura assistenziale in relazione ai progetti diagnostico-terapeutici e adeguando
la comunicazione alla sua capacità di comprendere.
art. 37 L’infermiere quando l’assistito non è in grado di manifestare la propria volontà, tiene conto di quanto da lui chiaramente espresso in precedenza e
documentato.
Per quanto attiene la modalità di assistenza alla persona, recita :
art. 14 L’infermiere riconosce che l’interazione tra professionisti e l’integrazione interprofessionale sono modalità fondamentali per far fronte ai bisogni dell’assistito.
art. 27 L’infermiere garantisce la continuità assistenziale anche contribuendo alla realizzazione di una rete di rapporti interprofessionali e di una efficace gestione
degli strumenti informativi.
art. 39 L’infermiere sostiene i familiari e le persone di riferimento dell’assistito, in particolare nelle evoluzione terminale della malattia e nel momento della
perdita e della elaborazione del lutto.
I Presidenti dei Collegi provinciali IPASVI, riuniti in Consiglio nazionale e a nome degli oltre 377mila infermieri italiani che rappresentano, in ottemperanza
al proprio Codice di deontologia professionale,
si impegnano
- a rispettare le scelte dell’assistito anche quando non vi fosse la capacità di manifestarle, tenendo in conto quanto espresso in precedenza e documentato;
- a sostenere la palliazione e la lotta al dolore;
- a respingere l’accanimento terapeutico.
Affermano
- che l’alleanza tra l’assistito e l’intera équipe assistenziale acquista ancor più peculiare valore nell’evoluzione terminale della malattia e nella fase del fine
vita.
Ribadiscono
- che l’integrazione multi professionale è la modalità fondamentale per un’empatica risposta ai bisogni dell’assistito.
CHIEDONO
- che, qualora non vi fossero modifiche al testo della proposta di legge sulle “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di
dichiarazioni anticipate di trattamento”, sia data agli infermieri la possibilità di potersi richiamare a quanto previsto nell’art. 8 del loro Codice di deontologia
professionale che recita: “L’infermiere nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche, si impegna a trovare la soluzione attraverso il dialogo. Qualora
vi fosse e persistesse una richiesta di attività in contrasto con i principi etici della professione e con i propri valori, si avvale della clausola di coscienza,
facendosi garante delle prestazioni necessarie per l’incolumità e la vita dell’assistito”.
Annalisa Silvestro
Presidente della Federazione Nazionale
Collegi IPASVI
“La persona nel fine vita”
Il Comitato Centrale della Federazione Nazionale Ipasvi e i Collegi Provinciali Ipasvi di: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta,
Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi,
Cagliari, Caltanissetta, Campobasso-Isernia, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Crotone, Cuneo, Enna,
Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, L’aquila, La Spezia, LatIna, Lecce, Lecco, Livorno,
Lucca, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano-Lodi, Modena, Napoli, Novara-Verbania, Nuoro, Oristano, Padova,
Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pesaro-Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio
Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino,
Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza, Viterbo
 

Legge 29 novembre 2008 n.185: decreto anti-crisi

Richiamando le misure contenute nel Decreto Legge 29 novembre 2008, n.185, meglio noto come il “decreto anti-crisi”, prevede all’articolo 16 comma 7 che i professionisti iscritti in Albi ed elenchi istituiti con legge dello stato comunichino ai rispettivi Ordini o Collegi entro il 29 novembre 2009, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata. La PEC È un sistema di posta elettronica cui viene riconosciuto valore legale che permette di attestare l’invio e la ricezione dei documenti informatici. Il gestore, infatti, fornisce al mittente una ricevuta di accettazione che costituisce prova dell’avvenuta spedizione di un messaggio di posta elettronica certificata. Tale ricevuta dà al mittente prova che il suo messaggio di posta è effettivamente pervenuto all’indirizzo elettronico dichiarato dal destinatario e certifica il momento esatto della consegna. La PEC assuma valore legale al pari di una raccomandata con ricevuta di ritorno o di un fax. La casella di posta elettronica certificata deve essere personale e NON appartenente all’azienda dove si svolge l'attività, (es ………@ausl.ra.it). Considerando che a tutt’oggi il Ministero della Funzione Pubblica non ha risposto positivamente alla richiesta delle Federazioni nazionali di prorogare tale scadenza, vi invitiamo a consultare sul sito CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica della Pubblica Amministrazione) www.cnipa.gov.it l’elenco pubblico dei gestori accreditati per la PEC a cui rivolgersi. Tale adempimento in quanto la PEC diverrà in futuro l’esclusivo mezzo di comunicazione tra l’utente e la pubblica amministrazione. Questo Collegio si riserva di fornire ogni ulteriore informazione non appena in possesso.

 

   

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